Linee Guida per la classificazione dei rifiuti

(D.M. n. 47 del 19 agosto 2021; Linee guida sulla classificazione dei rifiuti” Delibera del Consiglio del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente del 18 maggio 2021, n.105)

L’art. 184 comma 5 del D.Lgs. 152/06, in seguito alle modifiche introdotte dal D.Lgs. 116/2020, dispone che la corretta attribuzione dei codici CER e delle caratteristiche di pericolo dei rifiuti debba essere effettuata dal produttore sulla base delle Linee Guida redatte dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) e approvate con Decreto del Ministero della Transizione Ecologica (MiTE).

Il Decreto Ministeriale 9 agosto 2021, n. 47 ha approvato le “Linee guida sulla classificazione dei rifiuti” di cui alla delibera del Consiglio del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente del 18 maggio 2021, n. 105.

Le Linee Guida approvate diventano il riferimento tecnico-normativo vincolante dal punto di vista giuridico per la procedura di attribuzione del codice CER e la valutazione delle pericolosità del rifiuto.

Con le nuove Linee Guida S.N.P.A. vengono introdotti due specifici adempimenti documentali. Si prevede infatti che il produttore elabori per ogni rifiuto, indipendentemente da origine e classificazione adottata, una “Relazione Tecnica” e un “Giudizio di Classificazione”.  Per questi documenti non si definisce un preciso formato, bensì un livello minimo di contenuti:

  • la Relazione Tecnicaè il documento che il produttore dei rifiuti deve redigere al fine di attribuire il pertinente codice CER.

Nella relazione, devono essere riepilogati tutti i passaggi della procedura di classificazione dei rifiuti, dall’analisi del ciclo produttivo da cui si genera il rifiuto alla verifica della sussistenza delle caratteristiche di pericolo. Deve inoltre essere allegata tutta la documentazione consultata (schede di sicurezza, risultati delle caratterizzazioni attuate nell’ambito delle attività di monitoraggio del processo da cui si genera il rifiuto, report fotografici, informazioni sulle modalità adottate per il campionamento e la conservazione del campione, indicazione dei metodi analitici utilizzati, risultati delle determinazioni analitiche e/o dei test effettuati, certificati analitici, giudizio di classificazione).

  • il Giudizio di Classificazionedeve, essere redatto da un “professionista abilitato”.  Le Linee Guida descrivono il giudizio di classificazione come un “documento a sé stante redatto sulla base delle informazioni ricavate dal ciclo produttivo del rifiuto, dalle analisi di laboratorio e dai test effettuati”. Allo scopo di dare evidenza oggettiva delle valutazioni condotte, al giudizio dovrebbero accompagnarsi il verbale di campionamento, i report/rapporti di prova dei test eseguiti, la documentazione delle analisi chimiche.

Per le competenze necessarie e per la stretta correlazione con il rapporto di analisi, tale giudizio potrà essere di pertinenza dei laboratori che generalmente effettuano le analisi del rifiuto.

In sintesi, la Relazione Tecnica è il documento attraverso il quale si formalizza l’attività svolta per la classificazione del rifiuto e l’assegnazione di un codice CER. Il Giudizio di Classificazione, invece, è il documento con cui si attribuisce le caratteristiche di pericolo al rifiuto.

La Relazione Tecnica deve essere predisposta per tutti i rifiuti prodotti sia pericolosi che non pericolosi mentre il Giudizio di Classificazione solo per i pericolosi e i non pericolosi a specchio.

EPA Soluzioni mette a disposizione le proprie competenze professionali per supportare le aziende nella stesura della Relazione Tecnica personalizzata alle esigenze aziendali in conformità con le richieste normative.



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