RIFIUTI: modifiche al testo unico

(D.Lgs. 116 del 30/09/2020, pubblicato su G.U. n. 226 del 11/09/2020)

È entrato in vigore il D.Lgs. n. 116 del 3/09/2020 che contiene modifiche e integrazioni alla parte quarta del D.Lgs. 152/2006 dedicata ai Rifiuti.

Partendo dal principio di economia circolare che sposta l’attenzione sul riutilizzare, aggiustare, rinnovare e riciclare i materiali e i prodotti esistenti, il decreto dedica ampio spazio alla responsabilità estesa del produttore di prodotti che è finanziaria e organizzativa sulla gestione della fase del ciclo di vita in cui il prodotto diventa un rifiuto.

Su questo tema il decreto descrive misure generali che prevedono in particolare:

  • Un contributo finanziario a carico dei produttori, per coprire i costi della gestione del rifiuto derivanti dal prodotto
  • Un registro nazionale dei produttori
  • Un bilancio, una relazione annuale e un piano di prevenzione e gestione a carico dei produttori (entro il 31 ottobre di ogni anno)

Si rimanda a sviluppi futuri della normativa per le modalità operative.

 

Vengo inoltre introdotte diverse modifiche al Testo Unico Ambientale (D.Lgs 152/2006), riportiamo qui di seguito alcune con impatto sull’operatività:

  • nel caso di conferimento di rifiuti a soggetti autorizzati ad attività D13, D14 e D 15, oltre alla quarta copia del FIR, viene introdotta la necessità da parte del produttore di acquisire una dichiarazione sottoscritta dall’impianto di destinazione con indicazione della quantità dei rifiuti e della tipologia di trattamento effettuata. Non vengono date indicazioni sulle modalità e sui termini.
  • vengono ridefiniti i rifiuti urbani e gli assimilabili, per questi ultimi vengono forniti due nuovi allegati: l’allegato L-quater con l’elenco dei rifiuti che possono essere assimilati agli urbani e l’allegato L-quinquies con l’elenco delle attività che posso produrre rifiuti assimilabili agli urbani; In questo modo viene tolta ai Comuni la possibilità di definire i criteri di assimilazione.

La nuova terminologia non parla più di rifiuti ASSIMILABILI ma si parla di rifiuti SIMILI PER NATURA E COMPOSIZIONE AI RIFIUTI DOMESTICI.

La nuova definizione di rifiuto urbano si applica a partire dal 1° gennaio 2021.

  • è stata anticipata l’istituzione di un Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti, qualcosa di simile al vecchio SISTRI, sostituirà la tenuta del registro e dei formulari. Si attendono successivi decreti con le procedure operative.
  • È stata confermata la possibilità di ricevere la quarta copia del FIR mediante invio per PEC, sempre che il trasportatore assicuri la conservazione del documento originale o provveda, successivamente, all’invio dello stesso al produttore. Non vengono forniti i tempi per acquisire il FIR in originale. La PEC risulta comunque valida per interrompere i 3 mesi previsti per la ricezione del FIR.
  • Viene modificata la tempistica per la durata di conservazione dei formulari e del registro, che si riduce da cinque a tre anni.
  • Il trasporto di rifiuti derivanti da attività di manutenzione, piccoli interventi edili e attività di pulizia dal luogo di produzione alla sede della ditta deve sempre essere accompagnato da un documento di trasporto (DDT) attestante luogo di produzione e il luogo di destinazione, la tipologia e la quantità dei materiali, il numero di colli e una stima del peso o del volume.
  • È stata introdotta una nuova modalità per l’acquisizione dei FIR vidimati, in alternativa a quella vigente che rimane valida. Il FIR può essere richiesto tramite un’apposita applicazione alla CCIAA che rilascia il FIR ogni volta in un unico esemplare, tale documento dovrà essere compilato dal produttore e stampato in duplice copia e infine gestito lungo la filiera di tracciabilità con fotocopie.


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