RADIAZIONI IONIZZANTI: importanti novità

(D.Lgs. n. 101 del 31/07/2020, pubblicato su Suppl. ordin. alla G.U. del 12/08/2020, n. 201)

Il Decreto Legislativo n. 101 del 31 luglio 2020 introduce importanti novità in materia di prevenzione e protezione dalle radiazioni ionizzanti, in conformità alle richieste delle direttive europee.

Riportiamo solo alcuni aspetti relativi alla tutela della salute dei lavoratori.

L’articolo 109 (Obblighi dei datori di lavoro, dirigenti e preposti) dispone che il datore di lavoro acquisisce e sottoscrive una relazione redatta e firmata dall’esperto di radioprotezione che corrisponde al documento di valutazione dei rischi ex art. 28 dell’81, munito di data certa, per gli aspetti relativi ai rischi di esposizione alle radiazioni ionizzanti.

L’articolo 134 (sorveglianza sanitaria) al fine di una più ampia tutela dei lavoratori esposti prevede che:

  • Il datore di lavoro assicura mediante uno o più medici autorizzati la sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti e degli apprendisti e studenti; in via transitoria i medici competenti dell’81 che alla data di entrata in vigore del decreto già svolgono l’attività di sorveglianza sanitaria sui lavoratori classificati esposti di categoria B possono continuare a svolgere tale attività anche senza l’abilitazione di cui all’articolo 138 per il termine di 24 mesi
  • Prima della cessazione del rapporto di lavoro il datore di lavoro provvede a sottoporre il lavoratore a visita medica. In tale occasione il medico autorizzato fornisce al lavoratore indicazioni riguardo all’opportunità di sottoporsi ad accertamenti sanitari, anche dopo la cessazione dell’attività lavorativa, sulla base dello stato di salute del medesimo e dell’evoluzione delle conoscenze scientifiche. Gli accertamenti sanitari riferiti ad un momento successivo alla cessazione del rapporto di lavoro resteranno a carico del servizio sanitario nazionale.

Il Capo I del titolo IV del decreto tratta della protezione dall’esposizione al radon. Vengono definiti i seguenti ambienti di lavoro oggetto di valutazione dell’esposizione al radon:

  1. a) luoghi di lavoro sotterranei;
  2. b) luoghi di lavoro in locali semisotterranei o situati al piano terra, localizzati nelle aree di cui all’articolo 11;
  3. c) specifiche tipologie di luoghi di lavoro identificate nel Piano nazionale d’azione per il radon;
  4. d) stabilimenti termali

In questi luoghi l’esercente è tenuto a completare le misurazioni della concentrazione media annua di attività di radon in aria entro ventiquattro mesi decorrenti dall’inizio dell’attività, o dalla definizione delle aree a rischio o dalla identificazione delle specifiche tipologie nel Piano nazionale.

L’esercente ripete le misurazioni ogni otto anni e ogniqualvolta siano realizzati gli interventi che comportano lavori strutturali a livello dell’attacco a terra nonché gli interventi volti a migliorare l’isolamento termico.

Viene ridotta la concentrazione media annua di radon tollerabile negli ambienti di lavoro e anche negli edifici adibiti a civile abitazione da 500 a 300 Becquerel/m3 annui.

Il documento che viene redatto a seguito della valutazione è parte integrante del Documento di Valutazione del Rischio ai sensi dell’81.

 



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