Tenuta della documentazione sanitaria su supporto informatico e privacy

(Interpello Min. del Lavoro n. 4/2019 del 31/05/2019)

Ogni lavoratore sottoposto a sorveglianza sanitaria ha una propria cartella, che lo segue durante tutto l’arco del suo periodo lavorativo (D.Lgs, 81/2008, art. 41).

Il Medico competente “istituisce, aggiorna e custodisce, sotto la propria responsabilità una cartella sanitaria [..]; tale cartella è conservata con salvaguardia del segreto professionale e [..] presso il luogo di custodia concordato” (art. 25). Tale cartella contiene, fra le altre, particolari categorie di dati personali e, in quanto tali, soggetti attualmente a due differenti regolamenti sulla Privacy: il recente Regolamento EU 679/2016 (noto come GDPR) e il D.Lgs. 196/2003 attualmente in vigore in Italia.

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con l’Interpello n. 4/2019 sottolinea che se da una parte è possibile utilizzare sistemi di elaborazione automatica dei dati su supporto informatico (database aziendali o altro), come previsto dall’art.53 del D.Lgs 81/2008, dall’altra sarà necessario adottare soluzioni concordate tra datore di lavoro e medico competente che, nel rispetto del segreto professionale e della tutela della privacy, garantiscano l’accessibilità ai suddetti dati soltanto al medico competente e non permettano né al datore di lavoro né all’amministratore di sistema di potervi accedere.



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