Installazioni AIA: Relazione di riferimento

(D.M. n. 95 del 15/04/2019, pubblicato su GU n. 199 del 26/08/2019)

Sulla Gazzetta ufficiale del 26 agosto è stato pubblicato il decreto n. 95 del 15 aprile 2019, “Regolamento recante le modalità per la redazione della relazione di riferimento di cui all’articolo 5, comma 1, lettera v-bis) del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152”. Il regolamento entrerà in vigore il giorno 10 settembre 2019.

L’articolo 29-sexies, comma 9-sexies, del Testo Unico Ambientale (decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152) prevede che, con uno a più decreti del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, siano stabilite le modalità per la redazione della relazione di riferimento, con particolare riguardo alle metodiche di indagine ed alle sostanze pericolose da ricercare. Il Ministero già aveva definito tali modalità applicative con il decreto DM 272/2014, ma il suddetto provvedimento, non avendo rispettato l’iter richiesto per l’approvazione dei regolamenti, è poi stato annullato dal Tar Lazio (sentenza 11452/2017).

Il decreto n. 95, emanato allo scopo di colmare il vuoto dovuto all’annullamento del precedente DM 272/2014, recepisce di fatto i contenuti del DM 272/2014, ripresi anche dalle linee guida dettate dalla Regione Lombardia per la redazione della relazione di riferimento (DGR 18 aprile 2016, n. X/5065).

Sono tenuti a redigere la relazione i gestori di installazioni soggette ad AIA statale: impianti elencati nell’Allegato XII alla parte seconda del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, ai punti 1, 2, 3, 4 e 5.

Per le installazioni soggette ad AIA regionale o provinciale: (Allegato VIII, parte seconda D.Lgs. n. 152/2006) la redazione della relazione di riferimento è necessaria solo se previsto dalle conclusioni della procedura di verifica di cui all’allegato 1 di seguito descritta.

La procedura per la verifica di sussistenza dell’obbligo di presentazione della relazione si articola in 3 fasi:

  • Fase 1: valutazione della presenza di sostanze pericolose usate, prodotte o rilasciate dall’installazione, determinandone la classe di pericolosità
  • Fase 2: valutazione dell’eventuale superamento di specifiche soglie di rilevanza in relazione alla quantità di sostanze pericolose individuate nella Fase 1
  • Fase 3: se le specifiche soglie di rilevanza risultano superate all’esito della Fase 2, valutazione della possibilità di contaminazione del suolo o delle acque sotterranee in base alle proprietà chimico-fisiche delle sostanze, alle caratteristiche idrogeologiche del sito ed (eventualmente) alla sicurezza dell’impianto.

All’esito della Fase 3, se risulta la possibilità di contaminazione del suolo o delle acque sotterranee, si intende con ciò verificata la presenza di sostanze pericolose pertinenti e la sussistenza dell’obbligo di procedere alla redazione della relazione di riferimento.

L’allegato 2 del decreto n. 95 riporta i contenuti minimi della relazione di riferimento, che deve contenere informazioni sullo stato del suolo e delle acque sotterranee, con riferimento alla presenza delle specifiche sostanze individuate come pericolose pertinenti, all’esito della procedura sopra descritta.

La relazione di riferimento e la valutazione di assoggettabilità devono essere presentate unitamente alla domanda di AIA e alla domanda di modifica sostanziale.



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